Imbarazzo per la narrativa maltese

Un premio piuttosto travagliato l’ultimo National Book Prize, il cui conferimento ha avuto luogo lo scorso 30 gennaio. Già rimandato dal 9 dicembre 2019 per via delle vicissitudini politiche che hanno interessato Malta, il giorno della cerimonia ha visto solo una parziale assegnazione dei riconoscimenti.

 I tre autori in finale per la categoria “romanzo” dopo una selezione fra una quarantina di opere: Drofenik. Azzopardi, Portelli. Fotografie Malta Today

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Filfla, l’isola incantata

Malta, Gozo, Comino. Ma l’arcipelago maltese non finisce qui. C’è anche Filfla, l’isolotto mistico pregno di storia e natura situato a sud-sud-ovest dell’isola principale.

 Un’immagine di Filfla Continua a leggere

Il giornale degli italiani a Malta

Non tutti gli italiani che stanno a Malta hanno un buon inglese e pochissimi conoscono il maltese. Queste sono state le valutazioni da cui è scaturita l’idea di Dario Morgante, romano classe 1971, approdato sull’isola nel 2015 dopo esperienze nella pubblicistica con l’idea di iniziare qualcosa nel campo dell’editoria digitale. L’idea era questa: un quotidiano di notizie maltesi in lingua italiana.

 La pagina di cronoca del Corriere di Malta  Continua a leggere

Cinque generazioni che attraversano la storia di Malta

La dicitura letteratura maltese non intercetta una produzione letteraria in un’unica lingua, ma le opere in tutte le lingue dell’isola. Non solo il maltese, dunque, ma anche l’inglese e, in alcuni casi, l’italiano.

Così The Confectioner’s Daughter, lavoro in inglese della maltese emigrata in Australia Lou Drofenik può rientrare appieno nella definizione, per via dell’editore, maltese, ma soprattutto per via dei contenuti che rendono conto di un secolo di storia di Malta, con le sue specifiche evoluzioni sociali e culturali dagli inizi del 1900 fino ai primi anni di questo secolo.

 Campagna gozitana

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Le mie cose a Malta

Pur di non pronunciare la parola mestruazione, in molte lingue si fa ricorso a tante diverse metafore, spesso regionali. In Italia, se una donna ha le mestruazioni, le ha fatto visita il marchese, è venuto a trovarla Giacomino, è genericamente indisposta. A volte è addirittura ferita, oppure ha “il ciclo”, che in realtà dovrebbe indicare l’intero periodo che intercorre tra una mestruazione e l’altra e che include l’ovulazione. Insomma, ha “le sue cose”, come se le cose di una donna fossero unicamente legate al flusso di sangue ed endometrio rilasciato dalla sua parete uterina.

 mestruare, mestruale, mestruo sul dizionario inglese-maltese

Anche l’inglese period è una figura retorica all’insegna della vaghezza. Il tabù legato al sanguinamento mensile femminile è tale che nella lingua maltese non si rinviene un termine che lo indichi con precisione. O meglio, il termine c’è, menstrwazzjoni, ma è strettamente medico, mai usato nella lingua parlata, per la quale si fa appunto ricorso all’inglese period o a qualche eufemismo vernacolare come ġieha, le è venuto; o qiegħda bih, ce l’ha.

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“Bestémmiati i tuoi”, casi di blasfemia obliqua

Ogni cultura ha il suo grado di religiosità, di tolleranza nei confronti delle ingiurie contro il sacro, ma anche il suo grado di blasfemia intrinseca. Non sempre le variabili procedono in una relazione lineare. Nei film anglofoni si può sentire nominare Jesus Christ interrotto dall’aggettivo f***ing come se niente fosse, mentre di un film di Bellocchio del 2002, nel periodo a ridosso dell’uscita, si parlò soprattutto per la bestemmia che conteneva.

 

L’essenza di Malta: Santi e bovindi: le tipiche gallariji e le statue sacre (Sliema/Tas-Sliema)

Anche nelle regioni italiane si riscontrano diverse gradazioni di tolleranza alla blasfemia, che in alcuni casi diventa un intercalare quasi non percepito.

Malta, baluardo del Cristianesimo contro l’avanzare dei Turchi, è una società tradizionalmente molto religiosa e cattolicissima: il divorzio è diventato legale in seguito a referendum solo nel 2010 Continua a leggere

bil-Malti

C’è una sola lingua semitica all’interno dell’Unione europea, e una sola lingua semitica scritta in caratteri latini al mondo.

Si tratta della lingua di Malta, il malti, codificato ufficialmente per la prima volta l’altro ieri, nel 1924, nella grammatica definitiva in uso ancora oggi.

Le prime attestazioni di parole e brevi frasi in maltese risalgono al 1240, come ricorda Giuseppe Brincat, ordinario di Linguistica italiana all’Università di Malta e accademico della Crusca. Si tratta quindi quasi un corrispettivo del nostro indovinello veronese, o del nostro Sao ko kelle terre. A queste prime testimonianze fanno seguito “toponimi e termini del registro domestico o d’uso quotidiano negli atti notarili o negli atti della universitas (il consiglio comunale), redatti in latino e/o in siciliano cancelleresco fino alla metà del Cinquecento”.

Il primo documento più complesso in maltese è comunque una poesia risalente agli anni attorno al 1470. “Un componimento di 16 endecasillabi, con una stanza di sei versi a rima baciata, un ritornello di quattro versi con assonanza (imperfetta) e una seconda stanza di sei versi a rima baciata”, ricorda ancora Brincat.

Nel 1934, l’inglese e il maltese divennero le lingue ufficiali del Paese, e l’italiano, fino ad allora la lingua delle élite, restò tagliato fuori.

 Uno scorcio della Valletta (il-Belt) visto da Vittoriosa (Birgu), una delle Tre Città  Continua a leggere