Le disavventure maltesi di Anthony Burgess

Un giorno del 1968, quattro anni dopo la proclamazione dell’indipendenza di Malta dall’Impero britannico, Anthony Burgess vende due sue proprietà inglesi e si trasferisce sull’isola. Parte in furgone, la moglie Liana Macellari al volante, e attraversa l’Europa per arrivare in Sicilia, da dove s’imbarca per l’ex colonia. È parte di un’ondata di celebrità britanniche che lasciano il Paese per sfuggire al fisco, a una tassazione appena introdotta da Londra per i redditi più alti.

 foto: The International Anthony Burgess Foundation

Burgess prende casa a Lija, uno dei cosiddetti Tre Villaggi, probabilmente il più bello, nell’entroterra maltese. Il soggiorno dell’autore di Arancia Meccanica a Malta non è però dei più semplici.

Al loro arrivo, come ricorda un articolo del Times of Malta, molti suoi libri vengono sequestrati dalla censura maltese per essere sottoposti a un esame interminabile. Si tratta di libri della sua biblioteca personale.

Nel 1970 tiene una conferenza all’Università di Malta contro la censura, sulla pornografia e l’arte. Tre giorni prima, in un’intervista rilasciata al Sunday Times of Malta, ha già affermato che non sta allo Stato allontanare dai cittadini le occasioni di peccato. Le sue parole, quelle dell’intervista e quelle all’Università, vengono considerate oltraggiose e segnano l’inizio della fine del suo soggiorno maltese. Nella sua autobiografia, ricorda ancora il Times of Malta, Burgess riporterà l’immagine di un grasso francescano che durante la sua conferenza fa il gesto del taglio alla gola.

 foto: The International Anthony Burgess Foundation

Nel 1971, dopo l’elezione di Dom Mintoff al governo, mentre lo scrittore è assente per un lungo soggiorno in Italia, la sua casa di Lija viene sequestrata insieme ad altre abitazioni non occupate per far fronte alla carenza di alloggi.

È la goccia che fa traboccare il vaso.

Nel giugno 2017, Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa da un’autobomba nell’ottobre dello stesso anno, pubblica nel suo blog un post dal titolo Gli strumenti delle tenebre: il modo in cui Malta è adesso il risultato del modo in cui era allora, in cui punta il dito contro il governo del detestato Mintoff e contro coloro che hanno attribuito l’oscurantismo dei tempi alla Chiesa cattolica, che definisce “un comodo capro espiatorio che crediamo ci assolva dalla necessità di incolpare noi stessi”.

La legge maltese sulla censura è stata rivista in due fasi solo nel 2012 e nel 2016.

Malta troverà spazio nel suo Gli strumenti delle tenebre (Earthly Powers, 1980), la monumentale opera sul bene e il male che hanno attraversato il ventesimo secolo. Il protagonista, l’ex scrittore Kenneth Toomey, secondo alcuni parzialmente ispirato a Somerset Maugham, come Burgess vive proprio in una casa a Lija. Il ritratto di Malta è tutt’altro che lusinghiero: un oscurantista regime di censura.

L’anno scorso, l’intervento di Burgess è stato pubblicato da Pariah Press col titolo Obscenity and the Arts e il contributo di Germaine Greer e Andrew Biswell._

 

Leggi anche

Sulla lingua maltse Bil-Malti
Sulle imprecazioni maltesi “Bestémmiati i tuoi”, casi di blasfemia obliqua
Sull’estrema destra maltese Imperium Europa, il volto nero di Malta

4 risposte a “Le disavventure maltesi di Anthony Burgess

  1. Peggio dell’ Italia? Non direi, vedendo la deriva Salviniana e i pleasures yet to come. In questi ultimi anni, Malta e al top dell’ Europa, e forse del mondo per diritti LGBITIQ, ha abolito le leggi antiquate della censura e della blasfemia (specialmente in ambito artistico), e riveduto la legge sulla querela criminale. Grandissimi passi per un piccolissimo paese! Non siamo perfetti, altro che, ma abbiamo una democrazia funzionante, ed un ambiente, malgrado cio’ che si dica sulla stampa straniera spesso naive e istigata da fonti molto di parte, dove si puo’ discutere e mettere in moto azioni per il miglioramento del funzionamento dello stato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *