Lettera al Governo maltese

Malta sta vivendo giornate di ininterrotta contestazione al governo, travolto da accuse, scandali e sospette gravi implicazioni nell’assassinio di Daphne Caruana Galizia.

Contro il governo non soltanto i tradizionali antagonisti del Labour, i nazionalisti, ma anche e soprattutto quella parte della società civile, progressista e di sinistra, che si sente tradita dalla condotta dell’esecutivo.

La manifestazione di sabato 30 novembre organizzata da Moviment Graffitti Continua a leggere

Il prete morto e i fantasmi a fumetti

 Dettaglio di una tavola di “Silver Cigarette Case”, Wicked Ghost Stories of Malta, Wicked Comics 2019

La Sicilia e le isole maltesi condividono alcune caratteristiche climatiche, una parte della loro storia, taluni aspetti culturali e, a quanto pare, anche qualche fantasma, come ad esempio il prete morto di Erice.

La storia popolare del prete fantasma che un inverno celebra la prima funzione del mattino davanti ad un’unica fedele, donna Maria, riscosse una certa eco nel trapanese quando, nel 1980, lo studioso Vincenzo Adragna pubblicò il libro La messa del prete morto – Leggende, fantasie ericine e mimi con Publisicula Editrice. Continua a leggere

Arrestato presunto mandante in caso Caruana Galizia

Questa mattina il proprietario della società offshore 17 black e direttore della centrale elettrica di Electrogas, Yorgen Fenech, è stato arrestato mentre tentava di lasciare Malta a bordo del suo yacht di lusso appena al largo di Portomaso.

  Il ycoon Yorgen Fenech, foto Times of Malta  Continua a leggere

Altro arresto in inchiesta Caruana Galizia

Per gli ultimi ulteriori sviluppi sul caso, leggi: Arrestato presunto mandante in caso Caruana Galizia

Arrestato un presunto intermediario nell’organizzazione dell’attentato che uccise due anni fa la giornalista Daphne Caruana Galizia, un arresto che avviene a qualche giorno dalla discesa in piazza della società civile maltese contro partito trasversale dei corrotti. Una protesta apartitica nelle intenzioni degli organizzatori, la ong Repubblika e del movimento Occupy Justice, che aveva definito “patetico” qualunque eventuale tentativo dei partiti di strumentalizzare la protesta, nonostante la presenza di una forte componente di una corrente del PN e l’adesione delle formazioni minoritarie Alternattiva Demokratika e Partit Demokratiku.

 La protesta di sabato 16 novembre  Continua a leggere

M.C. Escher e Senglea

Come non lasciarsi affascinare dal Grand Harbour attraverso il quale Valletta e le Tre Città si guardano? E come non lasciarsi affascinare da Isla, o Senglea, la più intrinsecamente marinara delle tre? Se poi si amano le geometrie della Storia e dei paesaggi, resistervi è impossibile. E infatti neanche il genio artistico-matematico di Maurits Cornelis Escher riuscì a resistere al richiamo di Senglea e del suo mare, delle sue torrette di avvistamento, dei suoi balconi, delle sue attività portuali.

 Senglea, Malta, xilografia del 1935  Continua a leggere

Il progetto del Jerma e il bisogno di sostenibilità

Ancora una volta sugli abusi edilizi, sull’overtourism, sulla fame di sostenibilità ambientale a Malta. In questo caso si tratta della destinazione d’uso di un’area concessa dal governo negli anni ottanta con lo scopo principale di promuovere il turismo nel sud di Malta e che oggi rischia di vedere snaturata questa finalità. Il tutto sempre in un quadro di favore verso la potente lobby dei costruttori maltesi.

 L’attuale stato di abbandono dell’ex hotel Jerma Palace, foto Malta Today

Continua a leggere

L-interdett, la Chiesa chiede scusa

A Malta tutto è politica. I due principali partiti, di fatto gli unici due che si avvicendano al governo dell’isola, riflettono quasi nettamente la realtà del Paese, proiettandosi in quasi ogni aspetto della vita quotidiana, dalla lingua che si parla (il maltese o l’inglese) alla squadra per cui si tifa, alle scuole che si scelgono per i propri figli.

 E’ severamente proibito discutere di qualunque argomento politico. Cartello affisso in un bar di Lija

Continua a leggere

Prostitute imprenditrici al tempo dei Cavalieri

Nel maggio 1771, una giovane di Mqabba, villaggio del sud di Malta, fuggì di casa per allontanarsi dal padre oppressivo e si recò alla Valletta dove, attraverso l’esercizio della prostituzione (tredici i clienti documentati) ebbe la possibilità di assaporare la dolcezza di un breve periodo di libertà. Il padre – offrendo 10 scudi a chiunque gli fornisse informazioni sulla figlia, la quale in quei giorni veniva regolarmente vista in giro per taverne a bere a mangiare dolci ben dopo la mezzanotte – riuscì a rintracciarla e a costringerla a sposare un uomo di Żejtun, altro villaggio del sud. I tredici clienti vennero costretti a pagare una multa che andò ad alimentare la dote della ragazza.

A monte di scelte come questa non stava certamente la mancanza di un sostegno economico maschile, bensì tante diverse possibili aspirazioni di autonomia, tutte irrealizzabili allora per donne “per bene”.

Continua a leggere

Due anni dalla morte di Daphne Caruana Galizia

Essere riuscite a tenere un blog su Malta per quasi sei mesi senza parlare di lei – se non citandola in un paio di occasioni – è stato certamente difficile e strano. Lungi dal pensare che fosse stato detto tutto quello che poteva essere detto, tanto più che tra i lati oscuri della vicenda restano ancora da chiarire i mandanti dell’omicidio, ho fatto un passo indietro davanti alla complessità del personaggio. Una complessità che i maltesi con cui mi è capitato di parlarne mi hanno sempre comunicato attraverso le reazioni emotive più disparate. Oggi però, nel secondo anniversario del suo assassinio è impossibile fare a meno di trattare l’argomento.

 Daphne Caruana Galizia. foto dal sito di International Federation of Journalists  Continua a leggere

La condizione delle donne a Malta – intervista

Intervista a Lara Dimitrijevic

«Stiamo vivendo un tempo molto pericoloso per le donne, è in corso una vera e propria guerra, a livello politico, in America, Turchia, Ungheria, Polonia…». Lara Dimitrijevic non fa sconti al presente, in particolare alla sua Malta.

 Lara Dimitrijevic alla Valletta. Foto MaltaToday/Ray Attard

Avvocata quarantenne e ideatrice della Women’s Rights Foundation, associazione per i diritti delle donne che oggi a Malta si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, Dimitrijevic è in prima linea contro discriminazioni e violenza di genere, e quindi anche per il diritto all’aborto, in una società fortemente patriarcale in cui interrompere una gravidanza è un reato, anche in caso di stupro, abuso in famiglia, coinvolgimento di minori, rischio di vita della madre.  Continua a leggere