Anche Malta riapre diverse attività, commerciali e non solo

Da oggi, come in molti altri Paesi, anche a Malta si riducono le misure restrittive legate al Coronavirus, misure che non sono mai arrivate a comportare un vero e proprio lockdown. Dalla comunicazione del primo caso, il 7 marzo, la situazione è cambiata. Nel frattempo l’arcipelago ha registrato 480 contagi e 399 guarigioni; una stagione della caccia primaverile e vari dibattiti sul tema migranti. Fino al braccio di ferro tutt’ora in corso con Bruxelles sulle 57 persone tenute a bordo di un’imbarcazione turistica perché il Paese ha chiuso i porti.

Da un punto di vista sanitario la situazione è gestita con una certa attenzione, i test effettuati dall’inizio dell’epidemia, alcuni anche fra persone asintomatiche, sono 36.204. Ma l’economia morde il freno.

In seguito alla registrazione del primo caso, era nato un disaccordo fra il ministro della Salute Chris Fearne e il primo ministro Robert Abela che si rifiutava di fermare i voli dal nord Italia, bloccati successivamente e solo dopo l’annuncio del lockdown da parte del premier italiano Giuseppe Conte. Il 14 marzo, con 18 persone contagiate e quando l’Oms aveva già dichiarato il coronavirus pandemia, nel rispondere a una domanda sul mancato lockdown del Paese, che restava per altro ancora aperto all’arrivo di turisti da luoghi quali il Regno Unito, il primo ministro Robert Abela diceva: Gli effetti di un lockdown sarebbero peggiori di quelli dell’epidemia.

Ovviamente da allora, con l’escalation dell’epidemia a livello globale, e dopo che anche a Malta si sono visti i primi morti, la situazione è necessariamente mutata. Tuttavia va ricordato che, nonostante l’appello del sindacato di Polizia perché, a causa del ridotto personale, non venisse aperta quest’anno la stagione della caccia primaverile, questa si è tenuta dal 10 al 30 aprile.

Riguardo alla sfida Malta-Bruxelles, La Valletta insiste affinché si stabilisca il ricollocamento delle persone prima che avvenga lo sbarco sul territorio maltese. Al contrario di Bruxelles che vuole che lo sbarco avvenga prima che si discuta della redistribuzione negli altri paesi europei.

Da oggi quindi, come in tanti altri Paesi, ha luogo l’allentamento delle misure restrittive legate al Covid. Riprendono alcune attività medico-sanitarie – come molte di quelle legate alla diagnostica e le vaccinazioni dei bambini – e molte di natura commerciale.  Riapriranno molti negozi che erano stati chiusi in quanto ritenuti non essenziali, e gli spostamenti fra le due isole principali dell’arcipelago, Malta e Gozo. Obbligatorio però l’uso della mascherina, sul cui prezzo è stato posto un tetto a 95 centesimi, che però implicherebbe una perdita per i farmacisti, secondo quanto riporta il Times of Malta. E nel frattempo, per aggirarne il divieto di vendita online, si usano ortografie alternative e la lingua maltese._

 

 

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Informazioni su Irene Chias

Irene Chias è siciliana. Dopo aver lavorato per anni come giornalista in Francia e a Milano, si è trasferita a Malta. Nel 2010 è uscito il suo romanzo "Sono ateo e ti amo" (Elliot). Nel 2013 è stato pubblicato "Esercizi di sevizia e seduzione" (Mondadori), vincitore nel 2014 del Premio Mondello Opera Italiana e del MondelloGiovani. Del 2016 è "Non cercare l'uomo capra" e del 2020 "Fiore d'agave, fiore di scimmia" (Laurana). I suoi racconti sono apparsi su Nuovi Argomenti, Granta Italia, Nuova Prosa, su diverse antologie.

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